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Parallelismi tra Toltechi ed Esseni

Centro Olistico - Reiki - Meditazione Vasto
Pubblicato da in Sciamanesimo ·
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L’Infinito comunica in maniera totale ed impersonale. Non fa preferenze, ma sceglie il linguaggio, o meglio è l’uomo che a seconda della sua configurazione energetica decifra le indicazioni dell’Infinito nel modo più adatto.

Ad oggi quindi se abbiamo potuto conoscere (ed eventualmente approfondire) il sistema di conoscenza dei Toltechi lo dobbiamo al Nagual Don Juan Matus, che attraverso una strategia impeccabile utilizzò Carlos Castaneda come un veicolo per diffondere questa conoscenza al mondo intero.

Pochi sanno che parallelamente ai Toltechi, se non in tempi ancora più remoti, esisteva un altro popolo (non etnia) che pur essendo dall’altra parte del mondo aveva decifrato l’Infinito giungendo a delle conclusioni in risonanza quasi totale con le loro controparti mesoamericane: la setta degli Esseni.

Purtroppo ad oggi queste conoscenze sono andate quasi completamente estinte, pertanto è molto difficile avere una panoramica completa della visione dell’Infinito di questo popolo. Cio' sappiamo lo dobbiamo ai Rotoli di Qumran ritrovati vicino al mar Morto,che furono solo parzialmente decodificati e divulgati. Non si sa bene il motivo per cui si scelse di tenere segreti molti dei loro contenuti.

Esistono alcune correnti esoteriche (ormai quasi del tutto scomparse) che attraverso numerose ricerche e sperimentazioni ci fecero giungere degli insegnamenti riconducibili direttamente a questo antico popolo, rivedendole ed adattandole all’uomo moderno. Da qui possiamo notare dei parallelismi che ci fanno comprendere quanto Toltechi ed Esseni avessero un rapporto molto simile con l’Infinito, poichè sebbene cambino alcuni dettagli e procedure, l’essenza finale  è pressochè identica:

  • Perno su cui entrambe le tradizioni si basano è la “sconfitta della morte” intesa come il preservare la propria coscienza/consapevolezza ed evolverla in nuove concezioni di esistenza.

  • I Toltechi con tonal, hanno identificato la nostra realtà conosciuta, o interpretata. Anche nella tradizione essena esisteva un termine che indicava il medesimo concetto: l’Hainghé.

  • Il non interpretabile veniva definito dai Toltechi Nagual, mentre tra gli Esseni la realtà trascendente e non soggetta a comprensione o interpretazione veniva descritta come Kaitè.

    In alcuni antichi testi viene descritto come un maestro Esseno portò tre discepoli su un monte a sperimentare l’affioramento del Kaitè, ma poichè questi non erano pronti, l’unica cosa che riuscirono a percepire fu un grande muro di nebbia. Questa esperienza è stata descritta in maniera piuttosto simile da Castaneda in uno dei suoi libri.

  • Nella tradizione Tolteca uno degli ostacoli alla libertà dell’uomo è il senso di importanza personale. Gli Esseni andarono molto in profondità scoprendo un’energia, o meglio dire un’istanza, che è responsabile di generare questo senso di importanza personale, insieme ad ogni altro ostacolo al raggiungimento della consapevolezza. Alcune correnti esoteriche moderne chiamarono questa istanza poi con il nome di Operal Nero, prendendo in prestito il termine dall’alchimia.

    Sia i maestri Esseni, sia Don Juan sostenevano che il Guerriero deve oltrepassare il concetto di forma e identità per liberarsi definitivamente dall’azione di questa energia. Gli stessi Voladores giunti nella nostra realtà hanno imparato ad utilizzare lo stimolo dell’Operal Nero a loro vantaggio.

  • Entrambi i popoli capirono che attraverso una serie di manovre si riusciva a liberare un’immenso quantitativo di energia. Per i Toltechi questa consapevolezza diede origine all’arte dell’agguato. Gli Esseni lo chiamavano più semplicemente il “sorprendere

  • Sia la ricapitolazione tolteca, che la rèvérie essena (nome però dato da esoteristi più moderni che lo usarono per “catalogare” quel genere di pratiche) hanno come scopo il ritorno alla configurazione energetica originaria, e il lasciar andare tutto ciò che non ci appartiene. L’aspetto prettamente tecnico e “rituale” è differente, il risultato no.

  • Sono presenti in entrambe le tradizioni numerosi passi magici che hanno il compito di assottigliare i confini tra il corpo fisico e quello energetico.

Attualmente la differenza principale tra le due tradizioni è che mentre quella Tolteca ha trovato il modo di giungere fino ai giorni nostri, quella Essena è quasi del tutto estinta. Evidentemente la configurazione della Terra in armonia con l’Intento ha ritenuto più “adattabile” all’uomo moderno la via Tolteca, ma è importante vedere come nonostante le differenze, il VEDERE conduce sempre ad un’unica fonte.





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